Mettere una supposta nel sederino di un bambino può sembrare complicato, soprattutto se è la prima volta o se il piccolo è agitato. Preparare tutto in anticipo, scegliere una posizione comoda e procedere con delicatezza aiuta a rendere la somministrazione più semplice e meno fastidiosa.
Prima di iniziare bisogna controllare il nome del medicinale, il dosaggio, la data di scadenza e le istruzioni riportate nel foglietto illustrativo. La forma rettale non rende un farmaco automaticamente adatto ai bambini: principio attivo, dose e frequenza devono essere indicati dal pediatra o dal farmacista in base all’età, al peso e al motivo della somministrazione. Una procedura corretta non sostituisce quindi la prescrizione e non autorizza a usare medicinali presenti in casa senza averne verificato l’idoneità.
Quando si usa una supposta nei bambini

La supposta è una preparazione solida progettata per sciogliersi a contatto con la temperatura del retto. Può essere prescritta se il bambino non riesce ad assumere un medicinale per bocca oppure se esiste una formulazione rettale specifica per il disturbo da trattare. Alcune supposte contengono farmaci contro febbre o dolore, altre hanno un’azione lassativa o sono destinate a condizioni differenti.
La via rettale non deve essere scelta soltanto perché il bambino rifiuta uno sciroppo. L’assorbimento può essere variabile e ogni medicinale presenta indicazioni proprie. La dose di paracetamolo, per esempio, deve essere calcolata con attenzione e non può essere stabilita prendendo come riferimento una supposta destinata a un fratello, a un adulto o a una diversa fascia di peso.
La somministrazione può essere sconsigliata in presenza di diarrea, ragadi anali, sanguinamento, forte irritazione o altri problemi locali. In queste situazioni l’inserimento potrebbe provocare dolore e l’assorbimento del farmaco potrebbe risultare poco prevedibile. Prima di procedere è opportuno chiedere indicazioni al pediatra.
Bisogna anche verificare che la confezione sia integra e che la supposta non abbia cambiato aspetto. Un medicinale molto ammorbidito può essere raffreddato per qualche minuto seguendo le istruzioni di conservazione, mentre una supposta scaduta o danneggiata non deve essere utilizzata. Il controllo della confezione evita scambi di prodotto e dosaggi errati.
Come preparare il bambino e il materiale
La preparazione inizia lavando accuratamente le mani con acqua e sapone. È utile avere già a disposizione la supposta nella sua confezione, un asciugamano pulito, il pannolino se necessario e un lubrificante in gel compatibile con l’uso rettale, qualora sia stato consigliato. In alternativa, alcune supposte possono essere leggermente inumidite con acqua per facilitarne l’inserimento.
Se il bambino è abbastanza grande, è preferibile spiegargli con parole semplici che cosa sta per accadere. Non servono descrizioni lunghe o minacciose. Si può dire che la medicina verrà messa delicatamente nel sederino e che dovrà restare sdraiato per qualche minuto. La spiegazione adatta all’età riduce l’effetto sorpresa e permette al piccolo di sentirsi coinvolto.
La somministrazione deve avvenire in un ambiente tranquillo e riservato. Anche un bambino piccolo ha bisogno che la sua intimità venga rispettata. Muoversi in fretta, rimproverarlo perché si irrigidisce o coinvolgere persone non necessarie può aumentare disagio e opposizione.
Se possibile, il bambino dovrebbe evacuare prima dell’inserimento, salvo che la supposta abbia proprio uno scopo lassativo. La presenza di feci nel retto o un’evacuazione immediatamente successiva possono ostacolare la permanenza del medicinale. Non bisogna però costringerlo a usare il bagno né ritardare una terapia urgente senza aver sentito il medico.
Solo dopo aver sistemato il bambino conviene aprire l’involucro, così la supposta non resta a lungo tra le dita e non si ammorbidisce troppo. Mantenere un atteggiamento calmo è utile quanto preparare correttamente il materiale.
Posizione corretta per mettere la supposta nel sederino
Il bambino può essere sistemato sulla schiena con le gambe sollevate, in una posizione simile a quella usata per il cambio del pannolino. Questa soluzione è pratica soprattutto per neonati e bambini molto piccoli. L’adulto sostiene delicatamente le gambe senza tirarle eccessivamente e lascia libero l’accesso alla zona.
Un’altra possibilità consiste nel farlo sdraiare su un fianco. La gamba appoggiata al materasso rimane distesa, mentre quella superiore viene piegata dolcemente verso il petto. La posizione laterale può risultare più confortevole per i bambini più grandi e consente di rimanere sdraiati senza sentirsi troppo esposti.
Non esiste una posizione che funzioni allo stesso modo per tutti. Conta che il bambino sia stabile, che l’adulto possa vedere bene l’apertura anale e che il gesto venga eseguito senza torsioni o movimenti improvvisi. Se il piccolo si agita molto, è meglio fermarsi, rassicurarlo e riprovare con calma.
Tenere fermo un bambino con la forza mentre urla e si divincola aumenta il rischio di provocare dolore o una piccola lesione. Se la terapia non può essere rimandata e il genitore non riesce a somministrarla, occorre contattare il pediatra o il farmacista per ricevere indicazioni. La sicurezza del bambino viene prima della rapidità.
Come inserire la supposta correttamente

Dopo aver rimosso l’involucro, la supposta va tenuta tra pollice e indice. La punta arrotondata viene appoggiata all’ingresso dell’ano. Se il foglietto illustrativo lo permette, può essere inumidita con poca acqua oppure ricoperta con una piccola quantità di gel lubrificante acquistato in farmacia.
Con una mano si sposta delicatamente una natica, mentre con l’altra si introduce la supposta. Il movimento deve essere lento, continuo e rivolto verso l’interno, senza esercitare una pressione eccessiva. L’obiettivo è superare delicatamente l’apertura anale affinché il medicinale non venga espulso subito.
Le indicazioni pediatriche riportano generalmente un inserimento di circa due centimetri, ma non è necessario misurare o spingere oltre ciò che risulta confortevole. Se si avverte una forte resistenza, il bambino prova dolore intenso oppure compare sangue, bisogna interrompere il gesto. Non si deve mai forzare una supposta difficile da inserire.
Una volta introdotta, le natiche possono essere tenute unite delicatamente per alcuni secondi. Il bambino va poi lasciato sdraiato per circa 10-15 minuti, se le istruzioni del medicinale non indicano un tempo diverso. Questo accorgimento favorisce la permanenza della supposta e riduce la possibilità che torni fuori.
Dopo la somministrazione si rimette il pannolino, se presente, si gettano involucro e materiale utilizzato e si lavano nuovamente le mani. La corretta igiene deve essere mantenuta prima e dopo ogni medicinale somministrato per via rettale.
Cosa fare se la supposta esce o il bambino evacua
Può capitare che la supposta fuoriesca subito, soprattutto se non è stata inserita abbastanza, il bambino si alza immediatamente o avverte lo stimolo di evacuare. Se esce ancora intera appena dopo l’inserimento, è opportuno consultare le istruzioni del prodotto o chiedere al farmacista come comportarsi.
Se invece il medicinale si è già ammorbidito, si è sciolto parzialmente oppure il bambino evacua dopo alcuni minuti, non bisogna somministrare automaticamente una seconda dose. Una parte del principio attivo potrebbe essere già stata assorbita e ripetere la supposta potrebbe determinare un dosaggio eccessivo. Le indicazioni cambiano in base al medicinale e al tempo trascorso, quindi serve il parere del pediatra o del farmacista.
Anche dividere una supposta per ottenere una dose più piccola richiede cautela. Il principio attivo potrebbe non essere distribuito in modo uniforme e non tutte le formulazioni possono essere tagliate. La divisione deve essere effettuata soltanto se prevista dal foglietto illustrativo o espressamente indicata da un professionista sanitario.
Le supposte vanno conservate nella confezione originale, lontano dalla portata dei bambini e nel rispetto della temperatura riportata sulla confezione. Se diventano molli per il caldo, non bisogna trasferirle in contenitori anonimi, perché aumenterebbe il rischio di confonderle con altri medicinali.
Dolore intenso, sanguinamento, reazioni cutanee, difficoltà respiratorie o un errore nella dose richiedono un contatto rapido con il medico. In caso di possibile sovradosaggio non bisogna aspettare la comparsa dei sintomi. Conoscere la procedura di somministrazione è utile, ma ogni dubbio sul farmaco deve essere risolto prima di ripetere la dose.
